POLVERIERE
lunedì, febbraio 21, 2011 POLVERIERA NEL MEDITERRANEO
Dalla costa atlantica al canale di Suez , dal Marocco al Sudan passando per la Grecia e finendo in Albania, venti di rivolta stanno scuotendo una popolazione di circa 400.000.000 individui stanchi di essere i parenti poveri della gente che vive sull’altro versante del bacino che da millenni ha segnato la storia dell’umanità. Per sgombrare il campo da facili equivoci va detto subito che non è in ballo alcuna crociata ideologico-religiosa. La religione, semmai, proverà a governare i nuovi assetti che seguiranno. La globalizzazione sta producendo violenti effetti su popolazioni da sempre sfruttate le cui ricchezze hanno rese opulente le nazioni occidentali e che oggi, molto rapidamente, stanno arricchendo angoli remoti del globo terrestre. Migliaia di giovani abitanti della sponda sud del Mediterraneo percepiscono l’emarginazione a cui sono destinati malgrado l’emancipazione degli ultimi decenni conseguita in fiorenti università. Le sanguinose battaglie di questi giorni sono rivolte contro quei pochi governanti che, in oltre mezzo secolo, hanno favorito speculazioni planetarie in una miope aspirazione di accumulare ingenti ricchezze personali e non solo. Ciò che ci lascia atterriti è l’inerzia dei governanti Europei. Mentre il mediterraneo brucia e gronda di sangue si discute di bunga bunga e mancati inviti a nozze reali nessuno parla di cosa potrebbe succedere dalle nostre parti se qualcuno dovesse bloccare le esportazioni di petrolio e gas-metano. Non sarebbe il caso che venisse attivato un tavolo dei G20 allargato ai popoli che vanno dal Marocco allo Yemen?
ENOEMIS


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